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Maria Fabiani

Knowledge activist

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Home » Facilitazione e public speaking

Facilitazione e public speaking

Simili ma non identici.

A prima vista il ruolo di speaker, facilitatore, moderatore e formatore sembrano molto simili. Scopri le differenze e di chi potresti aver bisogno per il tuo evento, la tua riunione, la tua formazione, il tuo workshop partecipativo o altro progetto aziendale di condivisione delle conoscenze .

Speaker

Un keynote speaker ha materiale originale su un’area di competenza o racconta di risultati significativi o di ricerche effettuate in un determinato campo. Il keynote speaker è pensato per grandi gruppi.

Un relatore professionista può creare una dinamica di conferenza diversa da quella che può offrire un esperto o un accademico. Il tempo di presentazione è minimo rispetto al tempo investito nella progettazione e nella preparazione specifica della presentazione.

Facilitatore

Un facilitatore aiuta un gruppo di persone a comprendere gli obiettivi comuni e aiuta a pianificare il raggiungimento di tali obiettivi senza prendere una posizione particolare nella discussione.

Un facilitatore di livello executive aiuta le persone a mantenere la titolarità del processo e dei risultati e a promuovere il dialogo, consentendo alle persone di diventare osservatori del proprio pensiero, di riflettere e pensare strategicamente.

Moderatore

Un moderatore supervisiona l’attività di comunicazione di un incontro. Controlla lo scambio tra i partecipanti e sposta le discussioni da un argomento all’altro per mantenere la conversazione organizzata.

I compiti dei moderatori sono diversi in base al tipo di evento, speaker e argomenti. A volte sono praticamente invisibili; emergono solo quando si presentano situazioni che non sembrano in grado di risolversi da sole. Altre volte sono sempre presenti e pronti a intervenire.

Formatore

Un workshop è progettato per fornire una prospettiva esterna, per conoscere le migliori pratiche e le nuove idee. Per i gruppi più piccoli una sessione di workshop potrebbe essere la scelta migliore.

L’apprendimento esperienziale di gruppo e le simulazioni sono progettati per creare “campi di pratica” in cui le persone possono auto-scoprire ed esplorare idee e comportamenti. La formazione riguarda lo sviluppo di un insieme di competenze e conoscenze specifiche.

Contattami!

Ultimi appuntamenti

Erasmus Days

“Carpe diem: Il futuro è oggi”

Roma, 13 – 18 ottobre 2025

Un viaggio interattivo tra arte, neuroscienze e futuro.

Attraverso installazioni artistiche, workshop e riflessioni guidate, scoprirai come il cervello umano – con i suoi neuroni, emozioni e plasticità – sia la chiave per progettare un futuro etico, creativo e sostenibile.

Perché partecipare?
Toccare con mano la scienza: Costruisci neuroni di carta, mappa le tue emozioni su schemi cerebrali, e scopri come la dopamina guida le tue scelte.
Dialogare con il futuro: Scrivi lettere al tuo “cervello del 2040” e crea un manifesto collettivo su cosa salvare e innovare nella società.
Agire oggi, non domani: Ogni attività si conclude con un’azione concreta da compiere entro la fine della giornata (es. un messaggio inviato, un progetto avviato).

Workshop di 45 minuti di poesia visiva. Workshop di 60 minuti su funzioni esecutive arte e corpo.
Informazioni preto online.

    Erasmus Beautiful Day

    Roma, 14 ottobre

    Il 14 ottobre, a Roma, parliamo di bellezza. Ma non quella delle parole. Quella che si fa gesto, scelta, relazione.

    Allo Spazio Europa ci incontriamo per un evento che mette al centro l’educazione come atto pubblico e condiviso.
    Ci saranno:
    – giovani musicisti, caffè condivisi e frasi da portare via
    – progetti Erasmus+ raccontati da chi vive l’educazione in carcere, nei centri per adulti, nelle associazioni
    – una masterclass per riflettere sulla bellezza come scelta pedagogica
    un riconoscimento a chi educa con cura e responsabilità
    – un gioco senza età per immaginare insieme altri futuri
    – una plenaria ispirata al Parlamento Europeo, per scrivere proposte reali, a partire da storie vere
    – una riflessione sul gesto educativo.
    Un incontro tra sguardi, pratiche e simboli. Nessuna retorica. Solo domande condivise e un invito: portare bellezza, dove siamo.

    Registrazione chiusa.

      Futuro Chiuso
      Futuri Aperti

      Napoli, 26 settembre 2025

      Al panel “Prospettive della Futures Literacy”, dove presenterò l’intervento:
      Change by Foresight: AI per il bene comune
      Un’occasione per condividere i risultati intermedi di un laboratorio di ricerca e co-progettazione nella pubblica amministrazione, condotto con dirigenti e funzionari della Città metropolitana di Roma Capitale.Attraverso metodologie ibride – Future Workshop, Q Methodology, Design Fiction, Concept Mapping e NGT -abbiamo esplorato:
      – visioni soggettive sul futuro dell’IA nella PA,
      – rischi percepiti, desideri collettivi e divergenze di significato,
      – azioni concrete per costruire una governance anticipante, etica e intergenerazionale.

      L’IA può diventare uno strumento di cura sistemica e trasformazione democratica, ma solo se accompagnata da capacità anticipanti e visioni condivise.

      Maggiori informazioni, programma completo e registrazione

        It takes a village to raise a digital citizen

        Varsavia, 17 settembre 2025

        Parteciperò come speaker alla sessione “Future & Controversies” della tavola rotonda “It takes a village to raise a digital citizen”, organizzata dallo squad europeo sulla cittadinanza digitale dell’European Digital Education Hub.Insieme a Rikke Duus, Professoressa all’University College London (UCL) e Peter Joziasse, Digital Child Rights Foundation, discuteremo di sfide emergenti, aspetti controversi e direzioni future per l’educazione alla cittadinanza digitale. Alcuni dei temi sul tavolo:

        – come passare da un approccio basato sul controllo e sulla protezione a uno fondato sulla responsabilità e l’autonomia;
        – la tensione tra universalismo e pluralità di futuri digitali;
        – i costi nascosti delle infrastrutture digitali, che rendono la cittadinanza digitale anche cittadinanza planetaria;
        – il rischio di futuri “sacrificiali”, che escludono comunità, corpi o ecosistemi.

        Sarà l’occasione per confrontarsi apertamente sulle controversie che contano davvero: non se le tecnologie siano buone o cattive, ma come formare cittadini capaci di immaginare e abitare futuri digitali più giusti e inclusivi.


        Registrazione chiusa.

          Rigenerazione per chi? Indicatori, capabilities, agency e giustizia spaziale nei PUI del PNRR: revisione bibliometrica, analisi metodologica e implementazione contestuale

          Bari, 12 settembre 2025

          Al Congresso AIV 2025 ho presentato Rigenerazione per chi?, una riflessione sulle metriche che usiamo per valutare la rigenerazione urbana.
          I programmi raccontano storie diverse attraverso le loro metriche:
          PNRR-PUI → conformativi: metri quadri rigenerati, fondi spesi, scadenze rispettate.
          URBACT → performativi: piani prodotti, processi avviati, gruppi di supporto.
          UIA/EUI → più vicini al trasformativo: partecipazione, co-decisione, cambiamenti istituzionali.
          Se guardiamo con le lenti delle capabilities (Sen/Nussbaum), vediamo che quasi sempre mancano misure su agency, functionings e wellbeing: ovvero la capacità delle persone di vivere meglio e di scegliere i propri percorsi.
          E se leggiamo con le 3 R di Nancy Fraser?
          Redistribuzione: chi beneficia davvero degli investimenti?
          Riconoscimento: le identità e le differenze culturali vengono considerate?
          Rappresentanza: chi partecipa e chi decide?
          Le metriche non mentono, ma non dicono tutta la verità.
          La vera sfida non è moltiplicare indicatori che elencano cose fatte, ma costruire metriche che sappiano raccontare gli impatti reali dei progetti.
          Solo così la rigenerazione urbana smette di essere un esercizio di rendicontazione e diventa un esercizio di giustizia.

            Il senso dei luoghi. Pattern frattali, intelligenza artificiale e co-costruzione negli interventi di forestazione del PNRR.

            Bari, 12 settembre 2025

            Al Congresso AIV 2025 ho presentato Il senso dei luoghi. Pattern frattali, intelligenza artificiale e co-costruzione negli interventi di forestazione del PNRR.
            L’idea di fondo è semplice ma radicale: non basta contare alberi o metri quadri di verde per valutare una rigenerazione urbana. Serve leggere come quei luoghi trasformano relazioni, identità e narrazioni.
            Il nostro protocollo integra tre prospettive:
            Euristiche frattali: riconoscere i piccoli pattern di cura e partecipazione che si ripetono a diverse scale. Qui abbiamo introdotto anche le distinzioni frattali di Abbott: l’idea che ogni dicotomia metodologica (qualitativo/quantitativo, locale/globale) si ripeta dentro sé stessa, aprendo spazi di ibridazione e nuove possibilità valutative. Questo ci aiuta a non trattare i metodi come opposizioni rigide, ma come strutture auto-simili che si intrecciano e si riproducono.
            Tre sfere di trasformazione: distinguere il livello pratico (alberi piantati, suolo recuperato), politico (nuove forme di governance, patti di co-gestione), personale (valori, senso di appartenenza).
            Semiotica e biosemiotica dei luoghi: interpretare i segni, le storie e persino i messaggi degli altri viventi che abitano spazi forestati. Le piante, come ci ricordano Emanuele Coccia e Stefano Mancuso, non sono sfondo, ma infrastruttura viva e co-autrici di mondi urbani.
            Valutare, allora, significa chiedersi: chi includiamo nel nostro cerchio? Solo alberi e metri quadri o anche comunità, simboli, generazioni future, altre specie?

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